16/12/2010 - Newton Oggi - Mister ICT - Editoria, congiunzione astrale e Gutenberg
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Alfonso Fuggetta commenta i cambiamenti in atto nell’editoria digitale, individuandone i fattori chiave ed evidenziando l'importanza di sperimentazione e innovazione per traghettare il mondo della comunicazione e della distribuzione delle informazioni dal "mondo vecchio" al mondo nuovo che è sempre più digitale, interconnesso, pervasivo e multimediale/multisensoriale.

Di seguito il testo intergrale dell'articolo a firma di Alfonso Fuggetta.

In questi mesi c'è un grande fermento nel mondo dell'editoria digitale. Si è verificata una "congiunzione astrale" che sta cambiando in modo radicale i requisiti, i gusti e le abitudini degli utenti e, conseguentemente, la struttura del mercato e il ruolo degli editori.

I fattori chiave di questo cambiamento sono sostanzialmente tre:

1. Tutti i contenuti editoriali possono essere rappresentati e distribuiti in modo digitale: testi, video, audio, multimedia.

2. Internet è un sistema di comunicazione digitale pervasivo che consente a chiunque, in postazione fissa o in movimento, di trasmettere e ricevere qualunque tipo di informazione digitale e quindi anche qualunque tipo di contenuto editoriale.

3. I "terminali" si sono evoluti in modo impressionante, sia in termine di prestazioni, sia in termini di miniaturizzazione. Oggetti come l'iPhone, l'iPad o il tablet Galaxy permettono di ricevere, utilizzare, manipolare e distribuire qualunque tipo di informazione digitale e quindi anche tutti i contenuti editoriali. Inoltre, questi nuovi terminali hanno anche introdotto una nuova attitudine dei clienti all'acquisto (spesso impulsivo), mentre fino a qualche tempo fa davano per scontato che i contenuti potessero e dovessero essere fruiti in modo gratuito.

Questa (fortunata? subita?) congiunzione astrale muta la natura stessa dei contenuti digitali e del relativo mercato. Non è solo questione di trasformare una sequenza di caratteri stampati su carta in una sequenza di bit memorizzati in un computer. La potenza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ci dà la possibilità di riappropiarci di una capacità di generazione di informazioni multimediali e multidimensionali che, forse in modo paradossale, Gutenberg con l'invenzione della stampa ci aveva tolto. I grandi amanuensi e monaci del medio evo e del rinascimento creavano opere che mescolavano immagini, arte e lingua. L'avvento dei caratteri mobili ha certamente facilitato la distribuzione delle informazioni, ma ha anche vincolato maggiormente la nostra capacità espressiva, restringendola a quanto era permesso dalla tecnologia di stampa allora disponibile.
Oggi l'avvento delle tecnologie digitali ci ridà quella capacità creativa che avevamo in un qualche modo perso o dimenticato o involontariamente limitato.  

Tutto ciò mette radicalmente in discussione il ruolo degli autori e degli editori. Non basta "trasformare" i vecchi contenuti da cartacei a digitali. Non basta riapplicare al mondo digitale in modo meccanicistico i modelli di business del passato, come molti editori in modo precipitoso e forse poco meditato stanno cercando di fare. La grande sfida del mondo dell'editoria è ripensare in modo radicale l'esperienza d'uso dell'utente e, coerentemente, il modello di business attraverso il quale l'intera catena del valore si regge.

Certamente, non ci sono molte certezze. Non esistono modelli o trend che si siano già affermati in modo netto e chiaro. È il tempo della sperimentazione e dell'innovazione. È il tempo di provare in modo ragionato, ma non timido, strade nuove che ci permettano di traghettare il mondo della comunicazione e della distribuzione delle informazioni dal "mondo vecchio" al mondo nuovo che è sempre più digitale, interconnesso, pervasivo e multimediale/multisensoriale. È questa la grande sfida che il mondo dell'editoria deve comprendere e raccogliere. Non serve tentennare, né sperare che tutto ciò prima o poi passi come tante altre mode del passato. Questi cambiamenti sono radicali, profondi e permanenti. Sono certamente una sfida e un rischio, ma possono anche divenire una straordinaria opportunità di crescita imprenditoriale ed economica. E possono anche essere uno strumento di crescita culturale e sociale che il nostro paese, e la società moderna in generale, non può permettersi di ignorare.

 
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