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| Ottobre 2008 - La viticoltura del futuro? Un trattore che concima e sfoglia da solo |
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There are no translations available. MARCHESI ANTINORI insieme a SAME DEUTZ-FAHR, CEFRIEL, Tecnovict, Terradat per razionalizzare il lavoro nelle sue vigne in un’ottica di qualità e salvaguardia dell’ambiente Milano, ottobre 2008 - Ottenere la massima qualità in vigna nel pieno rispetto dell’ambiente, questo era l’obiettivo che Marchesi Antinori aveva posto ad alcune delle più importanti aziende del settore della viticoltura e della tecnologia. Un team di prim’ordine che si è adoperato per ottenere, con tecnologie innovative applicate alla viticoltura, un trattore che oggi lavora nei vigneti di Marchesi Antinori della tenuta Le Mortelle a Castiglione della Pescaia, proprio come faceva una volta il viticoltore che conosceva palmo a palmo il proprio vigneto e regolava di conseguenza lavorazioni, sfogliature, concimazioni e distribuzione di antiparassitari in base all’esigenza di ogni singola vite. Il progetto condotto nella tenuta Le Mortelle, il primo in assoluto nel suo genere, aveva l’obiettivo di sperimentare un aspetto della viticoltura di precisione relativa alla fase di distribuzione del fertilizzante. In particolare, la possibilità di effettuare una concimazione ottimizzata delle viti in funzione di mappe di vigore del terreno che definiscono quali sono le aree più rigogliose e quali quelle meno, finalizzando così uno degli scopi del progetto: immettere meno sostanze, come concimi e prodotti fitosanitari, nell’ambiente. Il trattore lavora in totale autonomia grazie a un terminale in grado di raccogliere tutte le informazioni relative sia al trattore stesso, sia alle attrezzature a esso collegate e a governare queste ultime in base ad una “intelligenza geografica”. “Trattare il campo in maniera differente rispetto alle classi di vigore del terreno, - spiega Stefano Di Blasi, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Marchesi Antinori - è fondamentale per realizzare una produzione ottimizzata e consapevole del livello qualitativo”. Frutto della collaborazione tra il gruppo SAME DEUTZ-FAHR (fornitura e adattamento del trattore), CEFRIEL (che si è occupato di progettare il terminale e l’applicazione per la viticultura di precisione), Tecnovict (progettista e fornitore dell’apparecchiatura di concimazione) e Terradat (realizzatore delle mappe della tenuta tramite rilevamento aereo multispettrale), il sistema realizzato, in funzione della posizione del veicolo e dei dati della mappa, agisce sull'apparecchio di concimatura per erogare il livello di concime adeguato. In concreto Sul trattore del gruppo SAME DEUTZ-FAHR è presente un terminale sviluppato da CEFRIEL in grado di raccogliere tutte le informazioni provenienti dal veicolo e dalle apparecchiature collegate, controllandone il funzionamento. In particolare, è stata sviluppata una nuova applicazione che carica la quantità di concime necessaria e, in base alla posizione rilevata dal sistema GPS, trasmette l’input allo spandiconcime per l’esatta erograzione della dose. Le mappe di vigore fornite da Terradat, basate sull’elaborazione di immagini aeree multispettrali, hanno consentito di analizzare il vigore del terreno e di predisporre le prescription maps che indicano, a seconda della fertilità della zona, la quantità di concime da distribuire. Lo spandiconcime, progettato e realizzato da Tecnovict, è governato dal sistema di controllo computerizzato che garantisce la distribuzione ottimale della dose selezionata. Ma la fertilizzazione è solo il primo passo. In cantiere, molte altre possibilità… Come ad esempio la sfogliatura della vite (perché infatti togliere ovunque la stessa quantità di foglie anche in quelle porzioni di filare dove sono presenti già in maniera ottimale?) o la distribuzione di fitofarmaci per cui su ogni porzione di filare la macchina erogherà la giusta quantità di principi attivi in funzione della densità della vegetazione e con un’immediata ricaduta positiva sull’ambiente. Ecco un esempio di tecnologia al servizio dell’agricoltura. Informazioni su Marchesi Antinori: La Famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell' Arte Fiorentina dei Vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. Tradizione, passione ed intuizione sono state le qualità trainanti che hanno condotto Antinori ad affermarsi come uno dei principali produttori italiani di vini di qualità. Ogni annata, ogni terreno, ogni idea è un nuovo inizio, una nuova ricerca di margini qualitativi sempre più elevati. Come ama dire il Marchese Piero: "le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo". Alle tenute di Toscana e Umbria, patrimonio storico della famiglia, si sono aggiunti con il tempo investimenti in altre aree vocate per la produzione di vini di qualità in Italia e all'estero, dove si potesse intraprendere un nuovo percorso di valorizzazione di nuovi “terroir” ad alto potenziale vitivinicolo.
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