ICT al centro della strategia d'impresa
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 L’Information and Communication Technology (ICT) è senza dubbio una delle principali leve di sviluppo della nostra società. L’ICT interviene in tutti i principali processi economici e sociali, cambiando radicalmente sia i prodotti e i servizi che le modalità di comunicazione e interazione tra persone, imprese e strutture pubbliche.
Proprio perché l’ICT rivoluziona profondamente prodotti, processi e servizi, essa non può essere considerata una commodity o una mera infrastruttura di supporto al business aziendale.
Oggi l'ICT deve essere posta al centro delle strategie e del business stesso dell’impresa in quanto strumento fondamentale per renderla competitiva.

L’Information and Communication Technology (ICT) è senza dubbio una delle principali leve di sviluppo della nostra società. L’ICT interviene in tutti i principali processi economici e sociali, cambiando radicalmente sia i prodotti e i servizi che le modalità di comunicazione e interazione tra persone, imprese e strutture pubbliche.

Non è solo il fenomeno Internet, o quello delle reti sociali, a dare una spinta propulsiva. Molte altre tecnologie stanno assumendo un ruolo chiave per abilitare nuovi mercati e modelli di business che saranno trainati anche da settori non specificatamente ICT:

• Tutto è digitale. Grazie alle prestazioni raggiunte dai Digital Signal Processor (DSP), qualsiasi tipo di informazione può essere velocemente trasformato in un flusso di bit. Musica, video, immagini, programmi televisivi, ma anche segnali biometrici e ambientali, possono essere digitalizzati e distribuiti sulle reti digitali e sulla più ampia varietà di dispositivi (computer, PDA, telefoni, sensori, …)
• Memorie sempre più capaci. Oggi è possibile avere memorie con capacità pari ad alcuni gigabit per centimetro quadrato. Ciò consente di memorizzare e distribuire in modo semplice ed economico grandi quantità di informazioni su dispositivi mobili di piccole dimensioni.
• Unità computazionali sempre più piccole, potenti ed eco-efficienti. La ricerca su nanotecnologie e quantum computing consentirà il superamento delle limitazioni attuali imposte dalle tecnologie MOS. Ci saranno microprocessori dalle dimensioni sempre più ridotte, con maggiore potenza di calcolo, con consumi sempre più contenuti.
• Pervasività dell’ICT.  Utilizzare al meglio le tecnologie per nuovi processi e prodotti tradizionalmente non considerati ICT costituisce una leva essenziale di sviluppo e di competitività per molti settori di mercato. Nuovi scenari d’uso, in particolare quello machine-to-machine, imporranno nuovi requisiti di comunicazione che dovranno essere soddisfatti dai costruttori di apparati e dagli operatori di rete.
• Reti di sensori. I sensori e gli attuatori saranno sempre più dotati di “intelligenza propria” per realizzare localmente la servo-attuazione ed integrare direttamente le funzionalità di individuazione e risoluzione dei guasti. Un elevato numero di agenti autonomi comunicheranno attraverso una rete che non necessariamente dovrà soddisfare requisiti di real time.
• Nuove interfacce utente. Stiamo assistendo ad un flusso d’innovazione nelle metafore d’uso di dispositivi e sistemi. A partire dalle nuove modalità d’interazione introdotte dall’iPhone  e dalle piattaforme multi-touch, anche elettrodomestici d’uso quotidiano, come lavatrici o lampade, potranno beneficiare di nuove interfacce  utente che abiliteranno nuovi servizi in rete.
• Il potere del software. La diffusione di sistemi embedded a basso costo consente di dare intelligenza a qualsiasi dispositivo, rendendolo programmabile e controllabile via software. Ciò significa che l’ICT può “allungare” e “allargare” la catena del valore dell’impresa creando prodotti in grado di operare in processi e servizi ad alto valore aggiunto.

Proprio perché l’ICT rivoluziona profondamente prodotti, processi e servizi, essa non può essere considerata una commodity o una mera infrastruttura di supporto al business aziendale.

Oggi l’ICT deve essere posta al centro delle strategie e del business stesso dell’impresa in quanto strumento fondamentale per renderla competitiva.
La spesa in ICT deve diventare a pieno titolo un investimento per la crescita strategica dell’impresa che consente di (ri)posizionarle in modo vincente sul mercato. Tale investimento non può considerare solo i costi che devono essere sostenuti, né essere bloccato di fronte al timore di potenziali fallimenti, ma, al contrario, deve valutare i rischi derivanti proprio dal mancato uso delle tecnologie, con la conseguente perdita di enormi possibili vantaggi.

Le considerazioni sull’opportunità dell’investimento in ICT hanno anche una serie di implicazioni che vanno ben al di là dell’aspetto economico/finanziario.
Si è pensato a lungo che la governance dei processi di business o del funzionamento della macchina aziendale necessitassero di una forte cultura economico/manageriale, relegando quella tecnologica ad un ruolo di mero supporto. Tale approccio può comportare una mancata capacità di comprendere i trend in corso, valorizzare le tecnologie nello sviluppo di nuovi prodotti, servizi, mercati, e gestire in modo convincente i processi di innovazione da tutti ritenuti ormai indispensabili.

Per utilizzare le tecnologie ed applicarle/svilupparle con profitto è infatti necessario dominarle. Per questo è fondamentale una forte valorizzazione delle competenze tecnico-scientifiche, non solo a livello delle strutture operative delle imprese, ma anche nei quadri manageriali e di alta direzione.

Coerentemente, la struttura ICT non può più essere gestita come un centro di costo alle dipendenze delle risorse umane o della direzione finanziaria e, quindi, mantenuta nell’ambito di funzioni non specialistiche che controllano unicamente il livello della spesa. Il nuovo ruolo che la funzione ICT sta assumendo nelle organizzazioni di maggiore successo è, invece, centrale nella definizione della strategia di business e posizionamento sul mercato. Conseguentemente, la funzione ICT deve diventare un riporto primario dell’Amministratore Delegato e della Direzione Generale.

Occorre però sottolineare che la formazione tecnologica non può essere confusa con quella tecnica. Per risolvere i problemi di gestione delle tecnologie è necessario che tutti i livelli aziendali, a cominciare dal top management, comprendano le principali caratteristiche delle tecnologie e il loro impatto strategico. Le competenze “manageriali” non sono solo quelle economiche, organizzative e giuridiche, ma vedono nella conoscenza della componente tecnologica un elemento essenziale e insostituibile.

In conclusione, non si può più considerare l’ICT come un puro strumento di supporto da standardizzare e se possibile limitare al fine di ridurre i costi. Oggi l’ICT costituisce il vero cuore delle strategie delle imprese, della pubblica amministrazione, dell’intero ecosistema di una moderna nazione.

Si tratta di un complesso processo di cambiamento culturale prima ancora che organizzativo, con rischi e incognite, come ogni passaggio di questa portata può implicare. Da un tale cambiamento dipende però la capacità di tutta la nostra società, nelle sue varie articolazioni, di crescere e competere efficacemente in questo mondo sempre più fortemente globalizzato e connesso.

ICT al centro della strategia d'impresa

di Alfonso Fuggetta 

pubblicato su Beltel di gennaio 2010

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