03/05/2010 - Stop in casa a cattivi odori e polveri sottili con la lampada che purifica l'aria

Questa la recente novità in casa Arditi che si è avvalsa del know-how di  CEFRIEL-Politecnico di Milano per la realizzazione di un  innovativo sistema di controllo della qualità dell’aria

Milano, 3 maggio 2010 – Arditi, società operante nel settore dei componenti per l’illuminazione e costantemente dedita all’innovazione dei suoi prodotti, in collaborazione con CEFRIEL - Politecnico di Milano, ha sviluppato un sistema innovativo di purificazione dell’aria basato su biossido di titanio, da inserire all’interno di una lampada per illuminazione a led.

“Da sempre impegnata sul fronte della tutela dell’ambiente, la lampada che purifica l’aria – sottolinea Aldo Arditi, Direttore dell’omonima azienda - è l’ultimo tassello di una filosofia aziendale da sempre tesa a ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e il consumo di risorse naturali e di energia. La caratteristica principale di questa lampada è quella di assorbire non solo buona parte della polvere comune e di quegli agenti così comuni negli ambienti domestici, come per esempio il fumo di sigaretta o proveniente dalla cottura dei cibi, ma anche di altri agenti, ben più pericolosi, come per esempio i residui incombusti dei comuni motori a scoppio.”

La lampada contiene un purificatore d’aria basato su filtri di biossido di titanio che per funzionare e attivare il processo di foto-catalisi, hanno bisogno di essere illuminati. Il sistema fotocatalitico ideato da Arditi è stato verificato presso le Università di Torino e di Ferrara dai massimi esperti italiani nel settore ed è dimostrata scientificamente l’efficacia nell’abbattimento delle sostanze organiche volatili e dei NOx (ossidi di azoto e le loro miscele). In concreto, l’aria passa attraverso i filtri speciali localizzati all’interno dell’apparecchio di illuminazione che per l’effetto foto-catalitico, catturano e distruggono le sostante insalubri che inquinano e rendono sgradevole l’aria.

A CEFRIEL poi, è spettato il compito di progettare l’elettronica di controllo della sezione di purificazione della lampada.

“Un team con competenze multidisciplinari su micro-elettronica e sistemi embedded - spiega Flavio Giovanelli, responsabile della Divisione Digital Platform and Pervasive ICT di CEFRIEL - è stata la nostra scelta vincente per coniugare la forte spinta tecnologica del dispositivo con le esigenze di design del prodotto, ma la sfida più avvincente del progetto è stata la caratterizzazione dei filtri di biossido di titanio per applicazioni domestiche. In concreto, abbiamo modellizzato l’ambiente in cui il purificatore funzionerà per capire quando attivarlo e come.”

Come CEFRIEL ha sviluppato il progetto in concreto
“Si è partiti dalla scelta dei sensori più adatti a rilevare le sostanze da monitorare – spiega Pietro Villa, project manager di CEFRIEL e responsabile della realizzazione del progetto per Arditi. - Si è poi riprodotto un ambiente controllato, ossia una stanza in cui tenere sotto controllo il ricircolo dell’aria e introdurre gli inquinanti per ricreare situazioni di aria sporca. Come inquinanti sono state utilizzate le sostanze che si possono trovare tipicamente in un ambiente domestico indoor e che possono essere percepite dall’olfatto umano come odori fastidiosi (VOC, volatile organic compounds), oltre a sostanze tossiche, es. ossidi di azoto (gas scarico macchine).”

Il passo successivo è stato caratterizzare il comportamento dei sensori partendo dai sensori in condizione di aria “pulita”, introducendo una quantità di inquinante fissa e aspettando che la risposta del sensore si stabilizzasse. Per effettuare la prova si è impiegata una piccola ventola per creare un flusso d’aria continuo capace di portare in modo persistente l’inquinante sulla superficie sensibile del dispositivo senza però alterarne il funzionamento. In tal modo si è potuto comprendere il comportamento del sensore isolandolo da micro fenomeni fluidodinamici e creare una condizione di misura ripetibile.

Infine, è stato sviluppato, e implementato su micro-controllore, un algoritmo di controllo per l’azionamento del purificatore, pronto per essere industrializzato. 

 
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