Come si può rendere più vivibile e accogliente una città moderna? È una domanda alla quale è difficile rispondere, per due ordini di motivi. In primo luogo, la qualità di un territorio e di una città dipende da una molteplicità di fattori: ambiente, qualità dei servizi, sicurezza, cultura, mobilità, istruzione, opportunità economiche... In secondo luogo, ciascuno di questi fattori è animato e determinato da una molteplicità di operatori economici, sociali e politici: l’amministrazione pubblica locale, quella statale, le imprese, l’associazionismo, il volontariato, l’università, ...
Per affrontare questa complessità, spesso si evoca e invoca un ruolo centrale delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni (ICT). Certamente, queste tecnologie giocano un ruolo nella promozione di quella che molti chiamano la “smartcity”. Peraltro, esse sono in parte già disponibili e utilizzate. Eppure gli effetti positivi che tutti si attenderebbero tardano a manifestarsi o si manifestano su scala ridotta e in modo non del tutto convincente: perché?
La spiegazione è per certi versi semplice: in un sistema complesso e articolato come quello che caratterizza una città o una porzione del territorio, serve una regia e una strategia complessiva che permetta a diversi attori e a diversi interventi di comporsi in modo incrementale e organico. A poco serve investire, per esempio, in infrastrutture e sistemi di telecomunicazione (operazione peraltro necessaria) se nel contempo non si creano le condizioni per lo sviluppo di sistemi e servizi integrati e utili.
Prendiamo un esempio: la mobilità delle persone. Chiunque voglia muoversi sul territorio potrebbe trarre grande vantaggio da sistemi moderni di infomobilità. Si potrebbero ridurre tempi e attese, ottimizzare il traffico e l’utilizzo dei mezzi pubblici e privati, migliorare l’ambiente e la qualità della vita. Oggi esistono già diversi sistemi informativi offerti da una pluralità di attori: sistemi di trasporto locale, trasporto su ferro, trasporto aereo, concessionari autostradali (chi viaggia in autostrada tra Milano e Trieste ne attraversa ben sette!). Essi operano come tanti silos indipendenti: forniscono informazioni puntuali e locali, lasciando l’onere dell’integrazione all’utente. In realtà, chi si muove ha bisogno di indicazioni e ausilii che sfruttino al meglio le informazioni offerte da tutti questi operatori, componendo dati e funzionalità di ciascuno, al fine di ottimizzare l’esperienza di viaggio nell’ottica dell’utilizzatore finale e non del singolo fornitore di servizio. L’ipotetico viaggiatore non è interessato, per esempio, allo stato del singolo tratto di autostrada gestito da un certo concessionario, ma allo stato di tutto il percorso che deve affrontare, indipendentemente da chi sia a gestirlo. Si tratta di dare risposte dirette a domande semplici come, per esempio, “per andare ora da Linate alla fiera di Rho qual è il sistema di trasporto più veloce, tenendo conto delle condizioni attuali del traffico e dei diversi mezzi pubblici disponibili?”
Per rispondere a queste sfide è necessario coordinare e integrare dal punto di vista tecnologico e operativo i servizi informativi (via web o dispositivi mobili) offerti dai singoli attori presenti sul territorio: per esempio, i dati sul trasporto pubblico su gomma devono poter integrarsi con le informazioni sul trasporto su ferro e quello privato. È dall’integrazione dal confronto tra queste informazioni che nasce il “valore aggiunto”. Questo risultato può essere ottenuto solo se si attiva una regia e una visione integrata sul lato servizi: architetture tecnologiche aperte e compatibili, standard di riferimento, linguaggi condivisi per la comunicazione e lo scambio delle informazioni. Ma, ancora più importante, è vitale che questa visione di sistema, prima ancora che tecnico-economica, sia culturale e politica: le scelte tecniche devono emergere e fondarsi su una visione strategica comune che definisca priorità e obiettivi condivisi. Solo così sarà possibile far fare un salto di qualità alle nostre città e renderle realmente più “smart” e a misura d’uomo.