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Addio vecchio ospedale

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Le forti spinte evolutive delle tecnologie ICT generano contributi estremamente preziosi per ilmiglioramento della qualità della vita. Si può addirittura notare come i trend positivi dell'evoluzione tecnologica e sociale spesso si alimentino reciprocamente: se da una parte, infatti, nuove tecnologie creano abitudini sociali non ancora esistenti o manifeste (quali l'utilizzo del web, dei blog ecc.), dall'altra parte bisogni particolari trovano soluzioni adeguate solo tramite tecnologie progettate ad hoc per specifiche situazioni (come nel caso della carta d'identità elettronica o dei sistemi di home-care).
Un terreno particolarmente fertile per lo sviluppo e l'applicazione dell'innovazione in campo ICT è il settore sanitario.

Le forti spinte evolutive delle tecnologie ICT (Information & Communication Technology) generano contributi estremamente preziosi per il miglioramento della qualità della vita. Si può addirittura notare come i trend positivi dell’evoluzione tecnologica e sociale spesso si alimentino reciprocamente: se da una parte, infatti, nuove tecnologie creano abitudini sociali non ancora esistenti o manifeste (quali l’utilizzo del web, dei blog, ecc.), dall’altra bisogni particolari trovano soluzioni adeguate solo tramite tecnologie progettate ad hoc per specifiche situazioni (come nel caso della carta d’identità elettronica o dei sistemi di home-care).

Un terreno particolarmente fertile per lo sviluppo e l’applicazione dell’innovazione in campo ICT è il settore sanitario. La popolazione europea, infatti, sta rapidamente invecchiando e si stima che gli over 65 passeranno dal 17% del 2005 al 30% nel 2050 (fonte Eurostat).

Ne consegue un aumento di richieste di servizi nei confronti dell’assistenza sanitaria, da cui ci si aspetta una sempre maggiore efficienza di procedure ed efficacia di risultati. Questo trend ha già comportato la crescita vertiginosa, in percentuale sul PIL Nazionale, delle curve di spesa per il settore della sanità, a partire dal 1997, in tutte le nazioni facenti parte della Organizzazione per Cooperazione e Sviluppo Economici (OECD). Si stima addirittura che questa spesa sarà più che triplicata entro il 2020. La sfida in questo senso è rappresentata dall’opportunità di ridurre le spese inutili, integrare le competenze e rendere più efficiente il servizio sanitario.

Tenendo conto del considerevole capitale informativo che caratterizza il settore sanitario, emerge l’importanza delle applicazioni ICT per migliorare l’efficacia dell’intero sistema riducendo i costi e usufruendo di nuovi fondi da investire in salute e benessere. Grazie alla diffusione degli strumenti di eHealth, infatti, l’assistenza sanitaria può puntare su una maggiore personalizzazione dei servizi, non solo per rendere i trattamenti più efficaci, ma anche per consentire ai medici di accedere più facilmente alle cartelle cliniche dei pazienti e inoltrare direttamente le prescrizioni ai farmacisti, consultare immediatamente i risultati degli esami di laboratorio ed effettuare le diagnosi con maggiore rapidità o addirittura prevedere l’insorgenza di una patologia prima ancora che questa si manifesti. Da questo punto di vista, l’obiettivo a cui può e deve tendere l’ICT è rappresentato da tecnologie e servizi che permettano di offrire modalità di prevenzione evolute, in grado di ridurre l’uso dei servizi sanitari (si parla in questo caso di wellness, immunizzazione, prevenzione e cure integrate).

L’Information & Communication Technology consente anche il monitoraggio a distanza dei pazienti in tempo reale, sia dentro che fuori casa, inviando al medico l’allerta in caso di bisogno (si pensi ai cardiopatici), senza però dover subire limitazioni nello svolgimento delle proprie attività quotidiane e con un conseguente miglioramento della qualità di vita di questi pazienti.

Salute e benessere, inoltre, non possono prescindere da un’ottimizzazione degli aspetti burocratici, il che implica una forte integrazione dei servizi sanitari con quelli di gestione del rischio, sia per quanto riguarda la gestione delle pratiche mediche (rischio di errori medici), sia per quanto riguarda i fattori economici. La principale sfida in questo senso è l’integrazione dei servizi di cura con altri servizi della pubblica amministrazione, quali reti socio sanitarie e rete amministrativa pubblica o sistemi assicurativi.

In questa evoluzione, favorita dall’ICT, del rapporto fra utente e sistema sanitario, l’utente diventa un consumatore critico, che non si accontenta, cioè, di ricevere dal medico la cura, ma chiede di essere informato e, spesso, di poter partecipare alla fase decisionale.

Affinchè la spinta evolutiva porti a risultati concreti è inoltre necessario completare e rendere realmente permeante nella sanità l’adozione di standard per la condivisione dei dati e l’integrazione dei vari servizi informativi. Le principali sfide sono rappresentate dall’integrazione dei servizi di cura (es. home-care, ospedalizzazione domiciliare), dalla condivisione delle informazioni (knowledge management) e dalla trasformazione dell’ospedale da luogo fisico di cura in sistema di cura, sia per i pazienti che per gli operatori, creando reti di servizi distribuiti sul territorio. A livello di Unione Europea, gli strumenti di eHealth stanno già abbattendo le barriere “fisiche”, consentendo   agli ospedali  e alle strutture sanitarie pubbliche dei diversi Stati Membri di cooperare in modo più stretto, facilitando così l’organizzazione e il trasferimento all’estero di un particolare trattamento sanitario nel caso in cui una prestazione risulti più efficace in un altro Paese.

Le nuove tecnologie mediche e i nuovi modi di catturare e utilizzare informazioni sono i due principali aspetti che si prevede rivoluzioneranno la sanità. Bisogna favorire la collaborazione tra strutture e operatori e cercando di “muovere” le informazioni invece delle persone, definire sistemi di prevenzione avanzati grazie ai risultati della genomica, e mettere a punto percorsi di cura personalizzati  che tengano conto delle specificità dei singoli pazienti.

Questo complesso percorso evolutivo deve inoltre fare leva su un driver fondamentale del mondo sanitario: la cosiddetta “equity”, ovvero la possibilità per tutti di poter accedere con pari opportunità ai servizi evoluti dell’intero sistema sociale. Da questo punto di vista, l’introduzione di servizi di eHealth facilita l’accesso ai servizi avanzati a prescindere dalla collocazione geografica, grazie all’evoluzione di sistemi di telemedicina/home-care. Le applicazioni specialistiche puntano alla creazione di servizi integrati che possano aumentare la durata di vita indipendente delle persone, abbassando la soglia di conoscenze tecnologiche necessarie per utilizzare i servizi stessi.

La diagnosi remota o telediagnosi può essere utilmente applicata per la soluzione diagnostica di casi dubbi o controversi e rappresenta un'esigenza imprescindibile per le comunità ospedaliere localizzate in zone isolate che non possono usufruire del supporto costante di un medico specialista per ogni disciplina.

Altrettanto importante è il telemonitoraggio, per il costante controllo, a domicilio o in strutture decentralizzate, delle funzionalità critiche del paziente, rendendo possibile il rilevamento istantaneo di qualunque variazione. Ne sono un esempio i sistemi di monitoraggio personali indossabili (body sensor), ovvero sistemi di monitoraggio dello stato di salute di una persona tramite sensori corporei (impiantati o meno).

Da un punto di vista strettamente tecnologico, tali sistemi avanzati si basano su reti di sensori, particolarmente interessanti grazie a una serie di caratteristiche che le rendono adatte a differenti tipi di applicazioni. Una Wireless Sensor Network (WSN) è una rete di piccoli apparecchi elettronici capaci di ospitare sensori, di eseguire delle elaborazioni sullo stesso nodo e di comunicare attraverso tecnologie di comunicazione wireless (radio). Un nodo WSN è composto da due principali componenti:  una sensoriale e una trasmissiva. La componente sensoriale può essere usata per misurare parametri ambientali (nel quale il nodo è immerso) o parametri fisiologici (ad esempio biosegnali).

Le caratteristiche principali di queste reti sono, tra l’altro, le dimensioni ridotte dei nodi che ne permettono il facile posizionamento in base alle specifiche dell’applicazione, la possibilità di creare una rete senza bisogno di avere un’infrastruttura dedicata e la poca energia necessaria al loro funzionamento. Sebbene le applicazioni delle WSN siano disparate e differenti, tutte le soluzioni hanno in comune il fatto di sottoporre a monitoraggio sistemi complessi per i quali non sia possibile (o sia costoso) installare un sistema di telecontrollo classico (con sensori in rete fissa ed alimentati). Una volta messi in rete, infatti, i nodi instaurano automaticamente un’infrastruttura di rete in grado di trasportare i dati da un nodo A ad un nodo B qualsiasi nella stessa rete, utilizzando tutti i nodi intermedi. Ciò consente di ottenere un servizio di connessione molto flessibile e a prezzi ragionevoli.

Nel caso specifico delle “body sensors networks”, la sfida tecnologica implica non solo che i sensori siano estremamente precisi, ma anche che, in quanto indossati, risultino ergonomici, non intralcino i movimenti e non siano tossici.

Una delle aree di interesse del progetto europeo WASP (Wirelessly Accessibile Sensor Populations), alla cui realizzazione partecipa anche CEFRIEL, è rappresentata dalla cura degli anziani, un ambito che per significato sociale e ampia gamma di requisiti richiesti è particolarmente adatto per validare questa sfida.

Grazie al progetto WASP è la casa a diventare“intelligente”, attraverso un sistema per monitorare costantemente, da remoto, il paziente anziano in casa. Quest’ultima è infatti dotata di sensori per il monitoraggio ambientale, posizionati in alcuni punti strategici - porte, letto, bagno etc. - per rilevare non solo i parametri biologici della persona, ma anche le abitudini quotidiane e le interazioni sociali degli anziani con patologie croniche. Grazie ad un dispositivo in miniatura, da indossare come un cerotto, in qualunque momento della giornata si potranno rilevare, in base alle diverse patologie dei pazienti presi in esame, la traccia elettrocardiografica, la saturimetria per monitorare l’ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la temperatura corporea e la risposta galvanica della pelle, indice che riflette il contenuto idrico della pelle stessa, influenzato dall’attivita’ fisica e dagli stimoli emotivi.

La tecnologia wireless permetterà di monitorare a domicilio, 24 ore su 24, i pazienti anziani, offrendo loro una maggiore sicurezza e la possibilità di proseguire le cure rimanendo nella propria casa, senza modificare in maniera incisiva le abitudini quotidiane. Ciò permetterà sia di ridurre le condizioni di isolamento e solitudine collegate al ricovero, aumentando l’autonomia e la fiducia in se stessi dei pazienti anziani, sia di ridurre il tasso di ospedalizzazione e le spese sanitarie generali. L’assistenza domiciliare remota permette inoltre di promuovere percorsi di auto-gestione della malattia, i cui risultati in termini di recupero e di mantenimento dello stato di salute sono confermati dalla comunità scientifica.

L’architettura tecnologica di questa nuova rete di sensori si basa su una Body Area Network (BAN) che registra, autonomamente, i diversi segnali inviati tramite palmare, cellulare o altro device indossato dal paziente ed elabora in maniera intelligente le informazioni sullo stato di salute e sulle abitudini di vita del paziente.

Dal panorama delineato si evince come l’ICT abbia la particolarità di poter essere adottato in molteplici contesti applicativi, di cui può modificare profondamente il funzionamento e l’operatività grazie alle innovazioni introdotte. Nel settore socio-economico, l’ICT diventa uno strumento funzionale alla risoluzione di problemi specifici e complessi, ai quali si cerca di fornire risposte e soluzioni attraverso il governo, l’automazione ed il controllo dei processi. Più precisamente, le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) sono decisive per migliorare la qualità di vita e rispondere alle esigenze di una società che diventa più anziana dal punto di vista demografico, ma che in realtà “invecchia” più lentamente. Migliorare l'efficienza delle cure sanitarie significa migliorare la qualità, la disponibilità e l'efficienza delle cure mediche, sviluppando tecnologie che facciano evolvere il settore: dall'amministrazione alle immagini biomedicali, dalle cure personalizzate domiciliari alla creazione di nuovi farmaci.

Addio vecchio ospedale

di Enrico Frumento e Anna Pagani

pubblicato su Beltel di luglio/agosto 2008

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