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Per riuscire effettivamente a innovare, è importante la presenza di alcune condizioni chiave, quali, ad esempio, la dimensione dell’impresa e un’attenzione diffusa, basata su un atteggiamento culturale aperto e costruttivo, in grado di cogliere le esigenze di miglioramento all’interno dell’azienda. Su questa base, è poi necessario e decisivo saper individuare modelli operativi adatti a trasformare l’innovazione in soluzioni concrete e fruibili, nel rispetto dei vincoli di tempo e costo imposti dal mercato.
Il modello proposto da CEFRIEL, denominato InnoLab, è focalizzato sulle esigenze dell’impresa, siano esse il risultato di analisi interne oppure semplicemente problematiche percepite a più livelli. Esigenze legate al business, all’operation o all’identificazione di nuovi prodotti e servizi vengono interpretate e rilette alla luce di soluzioni ICT innovative. |
Il convegno organizzato da Beltel a Venezia lo scorso 4 giugno ha affrontato da più punti di vista il tema Piccole “Grandi Imprese”, broadband e innovazione. Alla luce della difficile e complessa situazione economica attuale, infatti, per le imprese è sempre più decisivo poter operare nell’ambito della “vera” innovazione ICT.
Prima di analizzarne le opportunità è tuttavia necessario precisare il significato stesso di innovazione. Comunemente, tale termine è considerato un sinonimo di altre attività, quali ricerca o trasferimento tecnologico, per indicare un processo che porta a qualcosa di completamente nuovo (una sorta di “scoperta”) o a qualcosa che non era ancora stato applicato in precedenza (come l’adozione di soluzioni tecnologiche in nuovi contesti).
Innovazione: cosa è?
Nel suo articolo, The Challenge of Innovation, il Prof. Fuggetta analizza in dettaglio le caratteristiche peculiari della vera innovazione, distinguendole da quelle proprie della ricerca e del trasferimento tecnologico.
Per un’efficace innovazione risulta fondamentale sia la focalizzazione su tempi di intervento a breve e medio termine, sia l’adozione di un approccio multidisciplinare e trasversale, in grado di integrare diverse competenze. È necessario inoltre innovare anche i modelli finora adottati per operare in questo ambito in modo davvero efficace.
Innovazione: quale modello?
Per riuscire effettivamente a innovare, è importante la presenza di alcune precondizioni chiave, quali, ad esempio, la dimensione non microscopica dell’impresa e un’attenzione diffusa, basata su un atteggiamento culturale aperto e costruttivo, in grado di cogliere le esigenze di miglioramento all’interno dell’azienda.
Su questa base, è poi necessario e decisivo saper individuare modelli operativi adatti a trasformare l’innovazione in soluzioni concrete e fruibili, nel rispetto dei vincoli di tempo e costo imposti dal mercato.
Il modello proposto da CEFRIEL, denominato InnoLab, è focalizzato sulle esigenze dell’impresa, siano esse il risultato di analisi interne oppure semplicemente problematiche percepite a più livelli. Esigenze legate al business, all’operation o all’identificazione di nuovi prodotti e servizi vengono interpretate e rilette alla luce di soluzioni ICT innovative, ad esempio risultati di progetti di ricerca o semilavorati di interesse individuati tramite un’accurata fase di technology scouting.
Grazie alla capacità propria di CEFRIEL di ripensare tali esigenze in ottica ICT vengono definiti dei concept applicativi di interesse per l’impresa, proposti per la validazione nel contesto operativo dell’impresa stessa. Un percorso progressivo e incrementale, composto da fasi di verifica e di fine-tuning, che, tramite la definizione di prototipi, di soluzioni sperimentali e di progetti pilota, porta alla realizzazione completa della soluzione innovativa.
Il modello InnoLab permette di governare in tutti i suoi aspetti il processo di innovazione, in quanto raffina costantemente tutti gli elementi correlati all’innovazione, dandone evidenza fisica e concretizzando progressivamente i vari elementi delle soluzioni identificate.
Innovazione: il vantaggio dell’ICT
In generale, quando parliamo di innovazione, l’ICT presenta vantaggi significativi legati alla sua peculiare pervasività.
Stiamo ormai assistendo a una crescente diffusione, anche se più o meno evidente, di soluzioni basate sull’ICT in ogni aspetto della nostra vita, da quella lavorativa al tempo libero. La miniaturizzazione dei dispositivi (per esempio una memoria di 32 Gbyte in poco più di un centimetro quadrato), la disponibilità di molteplici forme di connettività in qualsiasi momento e luogo (dal WiFi a soluzioni HSDPA), la presenza di svariati tipi di sensori (si pensi per esempio a sensori GPS o di tipo giroscopico e al loro utilizzo in applicazioni per i-Phone) sono solo alcuni degli aspetti che permettono all’ICT di essere sempre più l’elemento abilitante per innovare.
La crescente pervasività dell’ICT in tutti gli aspetti della nostra vita influisce sulle attività e sul business delle imprese in modo ormai evidente. L’ICT, infatti, non è più solo un supporto al business, come avveniva negli scorsi anni, ma sempre più spesso rappresenta direttamente il business, o la parte più importante di esso.
Lasciamoci guidare da un semplice caso reale in cui, a prima vista, l’IT è molto nascosto o lontano dalle principali priorità dell’impresa.
Consideriamo una pubblica amministrazione che, in attuazione delle proprie politiche di intervento sul territorio, promuove una qualche sorta di bando per concedere finanziamenti a particolari categorie di cittadini, al fine di ottenere specifici benefici (di tipo, sociale, economico, culturale, ecc.) sul territorio di pertinenza.
Negli scorsi anni, il procedimento complessivo veniva attivato attraverso la sottomissione di domande cartacee, opportunamente protocollate presso gli uffici dell’ente stesso.
La pervasività dell’ICT, che ha prodotto in questi anni nel settore PA svariate soluzioni di e-government, permette ora la sottomissione direttamente on-line di domande di finanziamento, semplificando l’interazione dei cittadini con la Pubblica Amministrazione.
Tuttavia, se in precedenza l’ICT complessivo era percepito dai vertici dell’ente come una vera infrastruttura di supporto (perché consentiva lo svolgimento delle pratiche amministrative con soluzioni di back-office), attualmente l’ICT collegato all’erogazione del bando coincide in modo molto stretto con la stessa azione di governo dell’ente. La flessibilità che la soluzione ICT consente nel gestire scadenze, variazioni al bando, segnalazioni ai cittadini è una espressione diretta della capacità di governo, così come, viceversa, l’eventuale indisponibilità anche parziale della soluzione o il suo difficile utilizzo trasmettono ai cittadini una percezione negativa nell’interazione con la Pubblica Amministrazione.
Anche altri ambiti industriali completamente diversi (come per esempio il settore veicolare, quello editoriale o degli elettrodomestici) continuano a riscontrare una crescente adozione dell’ICT, che permette all’azienda non più solo di differenziare i prodotti, ma anche di definire nuove modalità di azione per promuovere il business e operare in modi diversi e innovativi.
Il fatto che l’ICT sia sempre più “core” per il business delle imprese determina così un considerevole ampliamento delle opportunità di innovazione in termini di processi, prodotti, servizi e, quindi, anche della rilevanza chel’innovazione ICT può avere per le imprese.
La “vera” innovazione ICT è quindi basata su un mix di fattori decisivi. Da una lato, richiede la capacità da parte dell’azienda di saper comprendere i propri bisogni, unitamente alla necessità di un atteggiamento culturale aperto, costruttivo e vigile. Dall’altro, è necessaria la presenza di un soggetto in grado di rileggere e interpretare in chiave ICT le esigenze dell’impresa, adottando modelli operativi strutturati, che diano risultati costanti in tempi brevi tramite approcci multidisciplinari.
Sono questi gli ingredienti principali per trasformare in soluzioni innovative le molteplici opportunità che l’ICT mette oggi a servizio della competitività delle Piccole “Grandi Imprese”.
Innovazione, ma con metodo
di Maurizio Brioschi
pubblicato su "Beltel" di settembre 2009
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